Il CBD ha effetti collaterali? Facciamo chiarezza

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In Italia il mercato della cannabis light è letteralmente esploso. Miriadi di punti vendita dedicati tappezzano la nostra Penisola, offrendo prodotti e infiorescenze ricche di CBD, sia per uso umano che animale. 

Ma avvicinarsi a questo mondo senza pregiudizi, specie dopo che la cannabis è stata per circa un secolo associata alla droga del demonio, non è affatto semplice. E' normale chiedersi quali siano i possibili effetti collaterali del CBD, le controindicazioni o le interazioni con i farmaci. Bene. Siamo qui per fare chiarezza.

Effetti collaterali CBD

I possibili effetti collaterali del CBD

Il CBD, o cannabidiolo, è una molecola presente in grandi quantità nella cannabis. Nota per le sue enormi proprietà terapeutiche, il CBD, a differenza del THC, non ha effetti psicotropi e non provoca dipendenza.

Generalmente sicuro e ben tollerato, quando si parla di effetti indesiderati del CBD si fa sempre riferimento a disagi di lieve entità. Tutte problematiche facilmente gestibili che, facendo attenzione al giusto dosaggio e al prodotto scelto, la maggior parte delle volte non si presentano affatto.

Bocca secca

La bocca secca è tra gli effetti collaterali più comuni quando si consuma cannabis, spesso se ricca di THC. Sebbene si verifichi in minore quantità con le infiorescenze di CBD, è una conseguenza del tutto innocua causata dall'interazione dei cannabinoidi con le ghiandole responsabili della salivazione.

Ma niente paura. Anche se a tratti fastidiosa, è una sensazione che si risolve in maniera facile e veloce sorseggiando dell'acqua durante la sessione.

Stanchezza

Tra i benefici del CBD ci sono il relax e la capacità di conciliare il sonno. Ed è probabile che questo stato di stanchezza derivi semplicemente dal sentirsi profondamente rilassati.

Tuttavia, un eccessivo dosaggio, spesso se facciamo uso di questo cannabinoide da poco, può provocare un senso di stanchezza inaspettato. Per tali motivi, è consigliabile avvicinarsi al CBD con dosi basse e prediligere l’uso serale, meglio se a casa. Così, se ci sentissimo improvvisamente stanchi, non esiteremo a lanciarci nel letto e riposare.

Vertigini

In casi estremamente rari, il CBD può provocare degli attacchi di vertigini. Questo effetto è davvero poco conosciuto e nessuno studio finora ne ha approfondito i possibili motivi. 

Secondo alcuni studiosi, a scatenare le vertigini sia l’attivazione dei recettori dei cannabinoidi del sistema endocannabinoide. Che sia CBD o THC, quando si assumono cannabinodi, questi ultimi interagiscono con il sistema nervoso centrale dando uno stimolo differente al flusso sanguigno. Questa alterazione momentanea potrebbe causare le vertigini.

Diarrea

Crampi allo stomaco

Tra gli effetti collaterali più fastidiosi del consumo di CBD è la possibilità di accusare disturbi intestinali, come la diarrea. 

Uno studio del 2018 pubblicato sulla rivista Epilepsia, ha indagato sugli effetti a lungo termine del consumo di cannabidiolo. Condotta su 278 pazienti affetti dalla sindrome di Dravet, una forma di epilessia trattabile con i cannabinoidi, è stato scoperto che, tra gli effetti indesiderati, la diarrea si è verificata nel 34% di loro.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi, pare che il cannabidiolo non sia il responsabile diretto di questi disturbi, bensì le altre componenti presenti nei prodotti con CBD. 

Solitamente, nella produzione degli oli di CBD vengono utilizzati oli vettori - come olio di canapa, olio di cocco, olio d’oliva - che ne favoriscono l’assorbimento dei principi attivi. Ma la loro presenza, a volte, per gli apparati gastrointestinali particolarmente sensibili che non li riescono a tollerare, si manifesta con episodi di dissenteria. 

Per migliorare la tolleranza intestinale al CBD e ridurre al minimo il problema, si consiglia di assumerlo appena dopo i pasti. Con la pancia piena sarà di certo più facile tollerarlo.  

Modifica dell'appetito

Il CBD ha effetti diversi sull'appetito. Può accelerare il metabolismo e favorire la sensazione di fame o, al contrario, diminuire il desiderio di mangiare. Anche in questo caso il principio attivo agisce diversamente a seconda del soggetto. 

Uno studio del 2015 pubblicato su Epilepsy & Behaviour ha monitorato la somministrazione di estratti di cannabis arricchiti con CBD ai bambini con epilessia. Su 117 genitori, il 13% ha riferito un aumento significativo nell’appetito del figlio.

Sebbene gli studi a riguardo siano decisamente limitati, questi offrono i primi spunti scientifici da cui tratte insegnamento. La chiave è assumere CBD e valutare come reagisce il nostro organismo. Potremmo notare un aumento, una diminuzione della fame oppure nessun cambiamento.

Pressione bassa

Infine, l'abbassamento della pressione è un effetto collaterale avvertito solo in casi sporadici e che, a seconda dell'individuo, può essere pericoloso o addirittura benefico. 

Poiché, sebbene sia considerato tra gli effetti collaterali più gravi del CBD, c'è da precisare che nei momenti di stress il cannabidiolo modula la reazione del sistema cardiovascolare, riducendo la tensione.

Uno studio del 2017 condotto nel Regno Unito ha rilevato che una sola dose di cannabidiolo abbia ridotto la pressione sanguigna in nove volontari sani a riposo. Inoltre, è stato scoperto che riduceva anche l’aumento della pressione sanguigna derivante dallo stress.

L'interazione tra farmaci e CBD

Farmaci

Anche se ben tollerato, è sempre meglio consultare il proprio medico curante, possibilmente aperto mentalmente, prima di combinare il CBD con i farmaci che si stanno assumendo. Il cannabidiolo non interagisce direttamente con essi, ma può modificare il modo con cui il fegato li scompone. Mi spiego meglio.  

Il fegato, tra le sue funzioni, si occupa di metabolizzare i farmaci. Produce alcuni enzimi che lavorano incessantemente per scomporli ed eliminarli dal corpo. Tra questi, l'enzima CYP3A4 scompone circa il 60% di tutti i farmaci da prescrizione.

Il CBD può inibire l'attività di questo enzima, rallentando la scomposizione dei farmaci. Di conseguenza, questi rimarrebbero nel flusso sanguigno più a lungo del previsto senza essere smaltiti nel tempo stabilito. 

Ma è vero anche il contrario. Se una persona assume già farmaci che richiedono il metabolismo del CYP3A4, il CBD, che viene scomposto da questo stesso enzima, potrebbe non ricevere la sua giusta quota di elaborazione, facendo aumentare i livelli di cannabidiolo nel sangue. 

Una ricerca pubblicata su Epilepsia ha analizzato gli effetti del CBD quando co-somministrato con il farmaco per l’epilessia clobazam. Su 25 bambini, 13 assumevano questo farmaco. I ricercatori hanno osservato nei partecipanti un aumento medio dei livelli di clobazam del 60–80%.

Sebbene ciò abbia consentito di ridurre la quantità di farmaco prescritto insieme al CBD, riducendo a loro volta gli effetti collaterali del clobazam, non si deve mai combinare CBD e farmaci senza la supervisione del proprio medico.

Come placare gli effetti collaterali del CBD

Abbiamo appurato che gli effetti collaterali del CBD, se dovessero presentarsi, in quanto ogni organismo reagisce diversamente ai cannabinoidi, sono di natura lieve, sporadici e scompaiono velocemente. 

Detto ciò, per ridurre il rischio che gli effetti indesiderati del CBD si presentino o per limitarne la violenza, ci sono alcuni accorgimenti, aspetti e consigli da tenere sempre in considerazione.  

Preferire prodotti CBD di alta qualità

Il mercato del CBD si è espanso rapidamente. In Italia sono migliaia le aziende che hanno lanciato i propri articoli spacciandoli per il miglior cannabidiolo in circolazione. Ma non è sempre così. 

Per limitare eventuali effetti collaterali meglio preferire esclusivamente prodotti CBD di alta qualità venduti da aziende rispettabili che se ne interessano dal seme al fiore. Che per tutelare il benessere dei propri clienti evitano sostanze chimiche dannose per l’organismo, come pesticidi, concimi e diserbanti.  

Attenzione al dosaggio

Come anticipato, il CBD agisce in maniera differente su ciascun individuo. Per questo motivo, se siamo nuovi a questo cannabinoide e non conosciamo il nostro tasso di tolleranza, il consiglio è quello di iniziare con dossi basse.  

In questo modo diamo al corpo il tempo necessario per abituarsi e potremo aumentare regolarmente le dosi e la frequenza con cui assumiamo CBD, fino a raggiungere il nostro dosaggio ideale, senza subire gli effetti negativi dettati da un consumo irresponsabile.

Raffaele Migliucci
Raffaele Migliucci

Amante della pura vita. Giovanissimo si libera dalle catene di una vita ordinaria alla ricerca della felicità. Appassionato di spiritualità, viaggi e Natura, Raffaele legge studia e scrive per il web sull’argomento cannabis.

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